Il Servizio Civile ha sempre ricoperto un ruolo importante nelle attività delle Pubbliche Assistenze, sin dalla sua nascita e, ancor prima, con l’Obiezione di Coscienza; è innegabile che il ruolo del volontario di S.C.N. è stato di grande supporto per le attività delle associazioni e che continua a esserlo seppur con la riduzione dei posti disponibili.
Analizzando la situazione, anche con un cospicuo abbassamento dei posti, l’Anpas resta uno degli enti di 1° livello con il maggior numero di giovani avviati al servizio; purtroppo molte regioni hanno pagato un prezzo molto alto, con la scomparsa di fatto del Servizio Civile e la conseguente difficoltà per la gestione dei progetti già avviati in precedenza.
Tutto ciò si deve a una scriteriata politica del nostro governo nazionale, con tagli sempre crescenti al finanziamento e conseguenti riduzioni dei posti disponibili, oltre che con decisioni, molto discutibili, come la “mini naja”, giudicata, anche dai vertici militari, inutile, poco produttiva e troppo costosa. Ben 20 milioni di Euro in tre anni per 15.000 giovani per un’esperienza di soli 15 giorni: quei 20 milioni avrebbero significato 4.000 posti di Servizio Civile finanziati in più.
Ancora di più l’iniziativa “Allenarsi per la vita”, una sinergia tra Ministero della Pubblica Istruzione e Ministero della Difesa che ha generato una sorta di rievocazione di nostalgica memoria, che porta la mente ai famosi “balilla”: il progetto prevede infatti la presenza nelle scuole di istruttori militari che illustrano percorsi formativi simil-militareschi, con lo scopo di avvicinare gli studenti di scuole medie e superiori della Lombardia alla carriera militare.
Sorge un dubbio: ma la formazione di un ragazzo adolescente, deve passare anche attraverso la sana parte del paese che rivestono le associazioni di volontariato, che già svolgono attività di formazione e informazione nella scuola pubblica?
La Commissione Nazionaledi Servizio Civile svoltasi il 9 novembre a Firenze, ha analizzato la situazione attuale ed ha elaborato un documento che il Consiglio Nazionale ha approvato nella seduta dello scorso 23 ottobre: il Comitato Regionale ha fatto proprio il documento finale, condividendone appieno i contenuti e ponendo l’accento su alcuni punti salienti: innanzitutto una pubblica posizione nei confronti di questa politica sul SCN; poi l’impegno di partecipare o organizzare momenti di dibattito pubblico sul SCN ed aderire e promuovere l’adesione alla mozione – sostenuta dal prof. Veronesi – affinché il Governo italiano rinunci all'acquisto dei cacciabombardieri JSF-F35 e usi in maniera migliore per la popolazione gli oltre 16 miliardi di spesa previsti; inoltre l’intento è anche quello di promuovere incontri fra i Comitati Regionali ed i Presidenti (Governatori) delle Regioni, fra le Pubbliche Assistenze ed i Sindaci perché siano portati a conoscenza dei problemi del Servizio Civile Nazionale e per chiedere il loro impegno in proposito, in quanto meno giovani sono in servizio sui territori maggiore è il rischio di discrepanze sociali su quel territorio e minori sono i servizi sui territori stessi; si vuole inoltre porre la questione del Servizio Civile Nazionale e della Riforma della Legge 64/2001, nonché della necessità di idonee Politiche Giovanili per il futuro dell’Italia, al Presidente della Repubblica, principale rappresentante e custode dei Principi Fondamentali della Costituzione Italiana e Presidente del Consiglio Supremo di Difesa; infine favorire la massima partecipazione alle iniziative della CNESC a petizioni, manifestazioni, ecc.
Nicola Palmieri
Maggiori informazioni e spiegazioni riguardanti tutti i dettagli del Servizio Civile sono presenti su: http://www.serviziocivile.it









